Sottrazione e sequestro di minori da parte di uno dei genitori

Affronto velocemente in questo mio contributo, un tema che stando a quello che mi è dato di vedere dal punto di osservazione della mia professione, sta diventando sempre più frequente, ovvero quello della sottrazione e del rapimento di minori da parte di uno dei due genitori.

In questi anni mi è capitato più volte di quanto immaginassi e forse immaginiate, di essere contattato da un genitore, in vero più dai padri che dalle madri, che mi chiedevano supporto per capire dove fosse finito il figlio, portato via con un sotterfugio oppure in un momento di assenza di uno dei due coniugi e ricomparso, a volte, nel paese di origine della madre o del padre, dopo un lasso temporale più o meno lungo, paese spesso dalla complessa burocrazia, e non di rado, governato da leggi di ispirazione religiosa.

Ora, pur volendo sorvolare sulle modalità e sulla legittimità delle azioni che si proponevano di compiere una volta rintracciato il minore, idee queste spesso scaturite da una visione distorta e cinematografica del mio già complicato lavoro, restano alcune considerazioni importanti da fare su un tema tanto delicato.

Spesso il genitore che subisce quello che di fatto è il sequestro del proprio figlio, oltre alla enorme quota di dolore e preoccupazione, deve confrontarsi con aspetti odiosi, complessi e dispendiosi quali quello della individuazione di un valente avvocato locale in grado di difendere i diritti tanto del minore che suoi, come anche con la  lentezza delle azioni poste in essere dalla diplomazia e dai rappresentanti in loco del nostro paese, che malgrado l’impegno e la buona volontà, stando a quanto mi viene detto, difficilmente riescono a stare al passo con la stringente tempistica di decisioni e scadenze di tribunali e giudici locali e debbono inoltre toccare con mano la terrificante “efficienza” della machina burocratica dei luoghi ove il minore è finito suo malgrado, apparato questo capace di mettere in ogni modo inciampi ed ostacoli al pieno raggiungimento di una equa e giusta soluzione soprattutto se chi reclama il rispetto di un proprio diritto, non ha il passaporto di quello stesso paese.

In 25 anni abbiamo realizzato, più di ogni altra cosa, un network efficiente ed agguerritissimo in molti continenti, aree e paesi del mondo e questo ci consente di essere performanti nel rintracciare persone, tanto più che agiamo di concerto con realtà che nei diversi paesi hanno piena titolarità nella effettuazione di indagini investigative anche complesse, e sono davvero molto preparate ed efficienti.

Resta il fatto che l’operazione più complessa è spesso quella di riportare alla realtà e con i piedi per terra i genitori, spiegando loro quello che è davvero possibile fare senza incorrere in situazioni che aggiungerebbero pericoli e rischi che vanno assolutamente scongiurati, nell’assoluto e totale interesse del minore e loro.

Ritengo che questo, alla luce del cambiamento degli usi, dei costumi, della imperante globalizzazione e della sempre maggiore facilità con la quale convolano a nozze persone di nazionalità e religione diverse, sia destinato a divenire un tema sempre più attuale e pressante.

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