Nuovi scenari di intervento: Il sequestro di minori da parte di uno dei genitori

Il mondo della security privata e delle società che si occupano di contenimento e gestione dei rischi, di mitigazione delle minacce ed attività correlate, è in continua evoluzione.
Siamo coinvolti in questo tipo di servizi da 25 anni ed ovviamente abbiamo assistito in un periodo così lungo, alla modificazione del tipo di supporto e di aiuto che i clienti ci chiedono. Partendo dal sostegno alle aziende, agli imprenditori ed ai manager preoccupati di come garantire la sicurezza nel processo industriale e nelle attività svolte dentro e più spesso fuori dei nostri confini nazionali, è andata via via aumentando la percentuale di singoli cittadini coinvolti in dinamiche rispetto alle quali, spesso erroneamente, ritengono possa essere trovata soluzione grazie all’intervento di realtà come la nostra.

Le richieste che ci vengono fatte sono tra le più disparate e non di rado ci troviamo costretti a rinunciare alle proposte di incarico, sia perché vi è una cattiva, se non forviata, interpretazione delle nostre capacità e possibilità di impiego, sia perché le richieste che talvolta ci arrivano non hanno i requisiti necessari perché si possa agire nelle, per noi irrinunciabili, condizioni di salvaguardia degli interessi dei potenziali clienti e di rispetto delle regole e delle norme che non possiamo disattendere.
Siamo abituati a valutare i rischi ed a calcolare in maniera molto accurata sia la sostenibilità che la fattibilità di un progetto e per questo non di rado dobbiamo rinunciare a procedere nella direzione auspicata dai clienti, proprio per via del fatto che spesso questi arrivano con idee e con “soluzioni” immaginate ed elaborate in proprio, ma di fatto insostenibili, inapplicabili, se non addirittura pericolose.

Tutto questo è particolarmente attinente alla sfera delle problematiche correlate al sequestro od alla sottrazione di figli, spesso in tenerissima età, da parte di uno dei genitori ed un atteggiamento di questo tipo è molto frequentemente dettato da un mix di disinformazione e di disperazione oltre che da una scarsissima conoscenza dell’ambito nel quale realmente si opera.
Questa tipologia di richieste ci risulta essere in aumento, ed immaginiamo possa dipendere per buona parte dalla globalizzazione e della nascita di famiglie all’interno delle quali i due coniugi provengono da realtà culturali, religiose, organizzative e sociali completamente diverse le une dalle altre.

Le persone, i potenziali clienti, immaginano spesso soluzioni che sono completamente al di fuori della portata di chiunque abbia buon senso, esperienza, capacità, senso etico e di responsabilità, ma malgrado questo è possibile discutere ed individuare strategie tese lla possibile individuazione ed all’ottenimento di soluzioni concrete. Quello che fa la differenza secondo la nostra esperienza è riuscire a “spogliare” le persone delle loro convinzioni e della fattibilità di progetti che troppe volte sono frutto più di una pseudo-cultura di derivazione letteraria e cinematografica che di una conoscenza reale dei temi trattati e dei rischi che correrebbero qualora trovassero chi fosse disposto ad adottare le soluzioni che propongono.

Una ulteriore complicazione è rappresentata dal fatto che spesso tale tipologia di clienti è completamente a digiuno di quello che è il corretto approccio al tema e di come sia assolutamente necessaria una analisi della fattibilità di determinate possibili soluzioni, analisi che passa attraverso l’acquisizione di dati e di informazioni il cui reperimento è spesso complesso e dispendioso.
Interagire con persone che sono state toccate e scosse nella sfera degli affetti familiari e personali è davvero complesso ed a volte la, comprensibilissima, voglia di arrivare a qualsiasi costo alla soluzione immaginata crea un vulnus di difficilissima soluzione, anche perché le azioni spesso già poste in essere da interlocutori ignari delle conseguenze negative che l’attuazione di alcune decisioni può avere sul prosieguo delle attività, rende di fatto impossibile qualsiasi più o meno attuabile soluzione successiva.

In conclusione credo che sarebbe necessario affidarsi, nella individuazione di soluzioni a problemi così delicati e complessi, a professionisti che non cerchino di assecondare le comprensibili bramosie di clienti spesso stanchi se non disperati, ma che si pongano invece con capacità e trasparenza, affidandosi a loro senza restar male se ciò che a volte hanno immaginato, non corrisponde affatto a quello che è possibile, giusto e sensato fare.

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